giovedì 31 ottobre 2013

Adotta una Perlina con il tuo nome

l'Associazione Culturale Teatro Necessario Onlus dà il via all'iniziativa

"Adotta una Perlina"
la raccolta fondi per il completamento del
Teatro dell'Arca

fronte della cedola del blocchetto

Vuoi aiutarci a costruire il Teatro dell'Arca?

Fai una donazione a tuo piacere adottando una delle 3600 perline che serviranno a rivestire l'interno del Teatro

il tuo nome sarà scritto sulla perlina rimanendo per sempre impresso, come testimonianza e ringraziamento del tuo aiuto, per aver contribuito a realizzare un'opera di alto valore sociale e culturale

Scrivici
tno@teatronecessariogenova.org
o contattaci a questo numero
010 24 75 125

Grazie
il progetto, le piantine, le foto, la rassegna stampa:
Sul sito tutte le informazioni sul Teatro dell'Arca
Leggi gli altri post sull'argomento:

retro della cedola


Teatro dell'Arca

Proseguono i lavori per il Teatro dell'Arca
il primo teatro costruito dentro un carcere

Nella foto l'avanzamento dei lavori

il Teatro dell'Arca, iniziato a costruire nel gennaio 2013, troverà la sua sede all'interno della Casa Circondariale di Marassi, a Genova

Permetterà di realizzare spettacoli, attività formative e riabilitative a beneficio dei detenuti e sarà aperto al pubblico con una capienza di 200 posti a sedere.


un disegno del Teatro dell'Arca

l'Associazione Culturale Teatro Necessario Onlus
dà il via all'iniziativa 
"Adotta una Perlina"

il progetto, le piantine, le foto, la rassegna stampa

mercoledì 30 ottobre 2013

Tutte le info sullo spettacolo Amleto

Teatro della Tosse
da martedì 13 a sabato 17 maggio 2014
0re 11:00 e 20:30

Una produzione
ASSOCIAZIONE CULTURALE TEATRO NECESSARIO ONLUS
COMPAGNIA TEATRALE SCATENATI
CASA CIRCONDARIALE DI GENOVA - MARASSI
AMLETO
di Fabrizio Gambineri e Sandro Baldacci
liberamente tratto da “La tragedia di Amleto, principe di Danimarca” di W. Shakespeare

Musica: BRUNO COLI
Scene e costumi: LAURA BENZI
Movimenti coreografici: NICOLETTA BERNARDINI
Regia:  SANDRO BALDACCI
Interpreti: GLI ATTORI DETENUTI DELLA CASA CIRCONDARIALE DI GENOVA MARASSI
con la partecipazione di:
IGOR CHIERICI       nel ruolo di Amleto
CAROLA STAGNARO      nel ruolo di Gertrude
GIORDANA FAGGIANO      nel ruolo di Ofelia
FEDERICO LUCIANI      nel ruolo di Laerte
                                       
In collaborazione con:

I.I.S. VITTORIO EMANUELE RUFFINI
FUORISCENA
                                           
Con il contributo di:

REGIONE LIGURIA
COMUNE DI GENOVA
FONDAZIONE CARIGE

lunedì 28 ottobre 2013

Il nuovo spettacolo: Amleto

Liberamente tratto da "La Tragedia di Amleto, Principe di Danimarca" di W. Shakespeare e con la regia di Sandro Baldacci
debutta il 13 maggio al Teatro della Tosse il nuovo spettacolo dell'Associazione Culturale Teatro Necessario Onlus:

Amleto

Informazioni su orari e repliche


“Dormire… sognare…”
Sulla scia di “Romeo e Giulietta”, rappresentato nel febbraio 2013, la compagnia SCATENATI si cimenta questa volta in una nuovissima versione di “Amleto”: quasi il secondo pannello di un dittico scespiriano nel quale la fantasia e la potenza drammaturgica del grande aedo di Stratford-upon-Avon si rivelano ancora una volta particolarmente adatte ad essere “vissute” dai nostri insoliti interpreti.
Se in “Romeo e Giulietta” avevano prevalso però il realismo, la materialità e la fisicità della tragedia, in questo Amleto è la psiche a entrare prepotentemente in gioco, soprattutto nelle sue manifestazioni più estreme: il sogno e la follia.
Il desiderio di vendetta, un tema che ben si riconduce alla condizione di molti dei nostri attori – detenuti, è indubbiamente la molla che spinge a gran velocità Amleto verso una tragedia destinata a non risparmiare nessuno ma, attraverso una scrittura scenica deformante, essa appare in questa messa in scena come filtrata e distorta da inquietanti dinamiche psicologiche, con accenni ad una implicita dimensione sadica che si manifesta soprattutto nella sublime schizofrenia del “teatro nel teatro”, espediente del quale il protagonista si serve per avere conferma del tradimento subito.
Tutto ciò era già presente in Shakespeare, grazie a quella curiosa forma di preveggenza che è tipica del genio; si è trattato solo di mettere a nudo i processi psicologici presenti nel testo arricchendoli di quelle connotazioni che nel XVII secolo erano ancora di là da venire.
La trama è ben nota: il principe Amleto, edotto dal fantasma del padre del fatto che lo zio, uccidendolo vilmente, ne ha usurpato il trono e il talamo nuziale, gli giura vendetta. Il suo piano sciagurato si rivela però una trappola mortale anche per tutti i protagonisti, chi più, chi meno coinvolti nelle trame di potere. Solo alla fine di questa cruenta tragedia familiare nella quale trovano la morte, in un crescendo apocalittico, la madre Gertrude, gli amici Rosencrantz e Guildenstern, l’innamorata Ofelia, suo padre Polonio e suo fratello Laerte; solo quando anch’egli si trova sul punto di esalare l’ultimo respiro dopo aver assistito impotente alla morte della madre, riesce finalmente a liberarsi dai sensi di colpa derivanti da un’ inconfessata dimensione edipica portando a compimento la sua vendetta nei confronti di Claudio, vile usurpatore del trono di Danimarca ma, soprattutto, volgare usurpatore del talamo del padre.  
Amleto, morendo, incarica i comici, ospiti nel castello, di tramandare ai posteri la sua tragedia mediante il teatro. Una disposizione testamentaria adempiuta con impegno e con amore da innumerevoli generazioni di teatranti con infinite riletture del più famoso capolavoro scespiriano al novero delle quali, oggi, si aggiunge anche la nostra.    

Guarda QUI per maggiori informazioni sullo spettacolo